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Non si dimentica

Togli il coperchio e riempi la scatola. Dentro per lo più poni ricordi belli, un biglietto del cinema, una foto fatta in una giornata spensierata, lo scontrino del caffè e del cappuccino. Poco poco la scatola è piena, ma è nel momento che la richiudi che lasci dentro anche tutte le amarezze, i sogni infranti, le delusioni ed il dolore.

Metti il coperchio e la sigilli. È l’unico modo che conosco per poter sopravvivere, l’unica maniera per tenere in piedi i pezzi del cuore.

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Versione privata di Lentamente muore….

Mi sto dimenticando chi sei.

Il tuo volto, l’espressione dei tuoi occhi, il tuo modo di fare.

Ogni giorno ti penso un po’ meno di quello precedente, ogni giorno la mia rabbia diminuisce.

Non è poi così corretto il concetto, non diminuisce, lascia solo il posto al vuoto.

È il vuoto che si espande, giorno dopo giorno e cancella a poco a poco i ricordi le emozioni e sopratutto i sentimenti.

Lentamente muore….diceva il verso. Si lentamente muore il tuo spazio nel mio cuore e nella mia mente.

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Grazie

Grazie per l’amore che mi hai dato accogliendomi nella tua casa.
Grazie per avermi accolto nella tua famiglia senza esitazione.
Grazie per avermi sostenuto nelle mie difficoltà.
Grazie per avermi donato il tuo tempo.
Grazie per esserti preso cura di un mio familiare nel momento del bisogno.
Grazie per aver trattato i miei figli come fossero i tuoi.
Grazie per le feste di compleanno, anniversario e tutti i momenti romantici che mi hai organizzato, per farmi sentire speciale.
Grazie per avermi rivolto un pensiero ogni giorno, inviandomi un messaggio.
Grazie di avermi compresa quando ero troppo stanca, o troppo triste.
Perdonami se ti ho trascinato in teatro o in viaggio qualche volta, se ti ho invitato a mangiare con i miei genitori.
Perdonami per come mettevo via la spesa, per averti chiesto di aiutarmi in casa, per tutte le volte che ti ho chiesto se tornavi a casa a mangiare.

Ma quel che ho fatto veniva dal cuore. Non è stato calcolato, manipolato, studiato con minuzia, era la spontaneità del mio amore per te. Ma se è vero che nulla doveva esserci per me, avevo almeno la pretesa di non essere trattata con odio e disprezzo, di non essere accusata di mancanza di amore ogni qual volta commettevo un errore, o quando ero arrabbiata o ancor peggio quando esprimevo un’opinione diversa dalla tua.

Avevi ragione, non dovevo avere nessuna aspettativa con te, le avresti deluse tutte.

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Per ora noi chiamiamola felicità

E che la vita non risulta mai essere facile, ma in fondo neppure ce lo
si aspetta che lo sia.
Dopo tanti anni ti accorgi che non è la felicità che stavi cercando, ma
la serenità.
Non ti domandi più cosa vorresti fare , quali sogni da realizzare, come aver tempo per le tue passioni.

Ti ritrovi nello scorrere del tempo
augurandoti che il più delle cose si svolgano serenamente, sperando che i figli stiano bene e non combinino troppi guai, che il lavoro prosegua senza brutte sorprese e se poi una sera riesci ad accendere un paio di candele e bere un bicchier di vino con la compagnia della persona che
ami, ecco!!!….. hai raggiunto il successo.
Potrà apparire noioso, poco entusiasmante. Non saprei dire se la mia è un’arresa: “ cercare chi sa quali avventure” perchè non me ne preoccupo più, non le progetto o più semplicemente non ci penso proprio, oppure la maturata esperienza a farmi dire che ciò, non solo mi basta, ma mi fa
star bene.

Se qualcosa in più dovesse arrivare sarà certamente una
gradita sorpresa, un motivo in più per gioire, ma di certo la sua
mancanza non sarà più nella mia vita una ragione per non essere felice.

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Venuto dalle stelle

Era venuto dalle stelle. In una notte magica sul lago, un pontile, l’estate, il suo abbraccio da dietro. Si’ era proprio arrivato dalle stelle. Quelle più luminose di metà luglio, quelle delle sagre di paese in festa, quelle della piazza Cavour in centro storico.
Era giunto dalle stelle, al parco tra le coperte e la collina e una panchina, tra i racconti a notte fonda e le giornate a pescare.
Attendevo nel lungo autunno quello sfavillare che si era affievolito, ma con l’inverno e le nuvole e il freddo ed il silenzio, non vedevo più le mie stelle brillare.
Ho guardato nel buoi della notte, ho vagato nel cielo ai confini con lo spazio, ma non ti ho più trovato.
Come il piccolo Principe che fece ritorno al suo piccolo pianeta, tu eri tornato al tuo firmamento, nel mentre il mio ultimo petalo si posava a terra.

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Chi sa’

Siamo sempre più lontani.

Non è più colpa nostra è colpa del tempo.
Ogni giorno mi sveglio e ti penso, ogni giorno un po’ meno.
Non mi domando più cosa fai, so che vivi e vai avanti, come faccio io del resto.
Però ogni tanto vorrei
potrei
forse
chi sa’
E in tanto il tempo scorre
e siamo sempre più distanti.
Non è più colpa nostra

credo
sarà così
chi sa’

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